psicodramma

Psicodramma

Lo psicodramma e il sociodramma sono tecniche di sviluppate fino dai primi del ‘900, l’idea si deve a Jacob Levi Moreno. La sua funzione ricorda anche aspetti culturali della grecia antica, dove il dramma era un modo per apprendere aspetti importanti della relazione umana e anche dello sviluppo personale. Spesso la psicologia si occupa di salute in modo verbale, evitando in modo attento l’agito perché non viene riconosciuto l’atto psichico, nelle sessioni di psico-socio dramma l’atto invece trova il suo ruolo centrale perché è attraverso l’azione che si comprende il pensiero.

psicodramma

Le possibilità di sviluppo sono veramente molte, dall’aumentare la comprensione di sé a sperimentare nuove modalità di risposta o comprensione di vecchi problemi, dal cercare di comprendere le proprie profondità a cogliere gli aspetti di influenza sociale che agiscono sull’individuo e sui quali possiamo agire.

Psicodramma e sociodramma sono due tecniche che facilitano il lavoro di gruppo. Lo psicodramma ha solitamente una valenza più psicoterapeutica mentre il sociodramma ha una valenza maggiormente legata alla ricerca socio-culturale, quindi allo sviluppo personale. In entrambi i casi si tratta di mezzi per esplorare, esprimere e risolvere conflitti, principalmente interiori ma anche esterni alla persona: emozioni e ricordi, attraverso l’azione e il gioco di ruolo, permettono di vivere le esperienze in uno spazio protetto e di osservare sé stessi dall’esterno per una maggiore consapevolezza e crescita personale. Lo scopo quindi è la conoscenza approfondita, non solo superficiale di alcuni fenomeni della nostra vita, insomma dopo aver capito come certe cose funzionano, quando accade che vi è la conoscenza ma che questa non si trasforma in azione, attraverso il supporto del gruppo si può spostare la conoscenza dalla mente al corpo che sempre si manifesta più potente nelle azioni dell’uomo. Partecipare ad una esperienza di gruppo basato sulla drammatizzazione significa alzarsi e sperimentare problemi, opportunità e soluzioni di argomenti umani che possono rappresentare un ostacolo alla vita. Il gruppo guadagna le caratteristiche di una realtà virtuale, ma mantiene la fisicità di una realtà fisica dove sperimentare il “come se”. Sperimentare “come se” la realtà fosse diversa, “come se” avessimo la capacità di gestire conflitti o situazioni scomode, “come se” avessimo parti ancora non consapevoli e capaci di aiutarci nella nostra vita, senza rischiare nella realtà quotidiana, ma sfruttando l’aspetto “virtuale” che ci regala la possibilità di non correre pericoli. Il lavoro di gruppo non è fantasia e illusione, all’aspetto virtuale si aggiunge il fatto che si incontrano altre persone reali, che interagiscono con la loro volontà e questo porta la sperimentazione ad un livello iper-reale, nel senso che, liberi dalle restrizione sociali imposte dai ruoli abituali cristallizzati nella vita quotidiana, tutti i compagni di viaggio possono ambire ad essere come vogliono, sperimentando la vera “spontaneità”.

La descrizione che riporto cerca di comunicare l’emozione della partecipazione, una sana scarica di adrenalina che si diffonde attraverso il compito più generale del lavoro di gruppo: valorizzare ognuno nella sua vera natura. Ciò porta un po alla volta a scoprirsi nel confronto con altri, cercando di sperimentare la vera spontaneità, non la maschera imposta da ruoli cristallizzati. La personalità è il risultato dei ruoli sperimentati nella vita, quindi la possibilità di sperimentarsi, in un luogo protetto, in ruoli diversi permette alle persone di ampliare “strutturalmente”, non solo sostanzialmente, il proprio sé.

Nella drammatizzazione a scopo di lavoro di gruppo vi è una differente attenzione rispetto alla recita: il finale delle storie è aperto e viene scritto nella interazione del gruppo, lo scopo non è mai la prestazione artistica ma la sperimentazione e l’esplorazione (non esistono spettacoli né recite), la partecipazione alle interazioni è stimolata ma sempre libera.

SOCIODRAMMA

Non a caso Moreno fu professore di sociologia, inventando per se stesso il termine “socioiatra” che nella sua solita ironia voleva indicare un tentativo di cura per la società. Questo approccio ha quindi un maggiore risvolto nella interazione sociale collegandosi ai grandi temi dei pregiudizi, della morale sociale della omologazione e dell’emarginazione, che più spesso di quanto non si pensi influiscono nella nostra esistenza.

PSICODRAMMA

Lo psicodramma è la versione più orientata alla cura, mira a focalizzare le dinamiche personali che nascono nell’interazione con altri, è il complemento puntuale della psicologia, la versione dove è possibile sperimentare, confrontare e approfondire le tematiche personali ed uscire da abitudini disfunzionali.

IL LAVORO DI GRUPPO

Il percorso proposto è un percorso di gruppo, che sfrutta tutta la solidarietà che nasce nella relazione con gli altri. Spesso è poco utilizzato come valore aggiunto e ipotizzato come una forma di risparmio meno efficace rispetto alla dimensione individuale: in realtà la stimolazione è maggiore perché utilizza non solo un input singolo ma una molteplicità di proposte e feedback, proveniente appunto da tutti i membri.

BIBLIOGRAFIA

Riferimenti sulla nascita e sviluppo delle tecniche, in particolare dell’utilizzo come strumento di cura:
Moreno, J. L., & Moreno, Z. T. (1969). Psychodrama. Vol III. Beacon House (tra. it. Manuale di psicodramma. Tecniche di regia drammatica. Astrolabio, 1987).
Yalom, I. (1970). Teoria e pratica della psicoterapia di Gruppo – The Theory and Pratice of Group Psychotherapy. (A. Ravazzolo, Trans.). New York: Bollati Boringhieri (1974).
Yablonsky, L. (1976). Psychodrama, resolving emotional problems through role-playing. New York: Basic Book, (trad. It. Psicodramma, principi e tecniche. Astrolabio. 1978).
Moreno, J. L. (1946). Psychodrama. V ol. I. Beacon House (tra. it. Manuale di psicodramma. Il teatro come terapia. Astrolabio, 1985).
Rosati, O. (2010). Lo psicodramma (psicoplay) a orientamento dinamico.
Anzieu, D. (1976). Le groupe et l’inconscient – Il gruppo e l’inconscio. (G. Pavan, Trans.). Paris: Borla, Roma (1998).
Smith, M. K. (2001). Kurt Lewin: groups, experiential learning and action research.
Lewin, K. (1972). Teoria e sperimentazione in psicologia sociale. Bologna: Il Mulino.